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22. Progettare un impianto verticale: criteri e logiche

 

Progettare un impianto di vertical farming non significa “impilare piani di coltivazione”. Significa orchestrare illuminazione, acqua, aria, nutrienti, spazi e automazione in un sistema chiuso che massimizza resa, costanza produttiva e costi operativi.
È un equilibrio tra agronomia, ingegneria e logiche industriali.

Indice

  1. Perché la progettazione è cruciale

  2. Le 5 decisioni strutturali iniziali

  3. I parametri tecnici da definire

  4. Illuminazione: come dimensionarla correttamente

  5. Microclima e airflow

  6. Nutrienti, acqua e sensori

  7. Software, AI e automazione

  8. Errori da evitare nella progettazione

  9. Caso Tomato+: integrare hardware, dati e AI

  10. Conclusioni


1. Perché la progettazione è cruciale

Un impianto verticale non è semplicemente un’estensione di un impianto idroponico tradizionale.
È un sistema produttivo industriale dove:

  • ogni errore si moltiplica per numero di livelli, piante e cicli

  • ogni inefficienza ricorrente diventa OPEX

  • ogni variabilità rovina la prevedibilità dei raccolti

Ecco perché la progettazione non è una fase da improvvisare: è la parte più importante del progetto.


2. Le 5 decisioni strutturali iniziali

Ogni impianto verticale nasce da cinque scelte fondamentali:

a) Obiettivo produttivo

  • Foglie?

  • Microgreens?

  • Basilico e aromatiche?

  • Baby leaf?

  • Ricerca e sperimentazione?

Ogni prodotto richiede PPE, DLI e cicli diversi, quindi cambia anche la struttura dell’impianto.

b) Spazio disponibile (volume, non solo superficie)

Contano:

  • altezza utile

  • accessibilità laterale

  • distanza di sicurezza dalle pareti

  • presenza di porte, pilastri, impianti esistenti

c) Numero di livelli

Più livelli = maggiore output, ma anche:

  • più dissipazione termica

  • più consumo d’aria fresca

  • più uniformità difficile da mantenere

d) Livello di automazione

Manuale, semi-automatico, AI-driven.

e) Modello di business

  • vendita diretta?

  • horeca?

  • GDO?

  • ricerca universitaria?

  • corporate farming?

Ogni modello cambia CAPEX, OPEX e ROI.


3. I parametri tecnici da definire

Ecco i parametri ingegneristici che determinano la qualità dell’impianto:

– DLI (Daily Light Integral)

Serve a calcolare quanta luce deve ricevere ogni pianta in base alla varietà.

– PPFD (µmol/m²/s) per livello

Valore essenziale per calibrare potenza e densità dei LED.

– Thermal load dell’impianto

Più luce = più calore = più necessità di climatizzazione.

– Volume d’aria necessario

Si calcola per garantire:

  • CO₂ sufficiente

  • temperatura stabile

  • umidità entro range

– Portata dell’acqua, volume vasche e ricircolo

La stabilità della soluzione nutritiva è fondamentale.

– Layout dei rack

Tutto nasce da:

  • lunghezza corridoi

  • accesso uomo

  • ergonomia

  • gestione operativa


4. Illuminazione: come dimensionarla correttamente

L’illuminazione è il cuore del vertical farming: vale fino al 50% del CAPEX e fino al 70% dell’OPEX (energia).

Per progettare bene bisogna considerare:

1) Spettro luminoso

I sistemi avanzati usano 6 canali indipendenti (come Tomato+) per stimolare crescita, colore, compattezza e resa.

2) Uniformità per livello

Una cattiva uniformità implica:

  • crescita disomogenea

  • rese irregolari

  • spreco di energia

3) Raffreddamento attivo

Con LED raffreddati a liquido (come la tecnologia Tomato+) è possibile:

  • ridurre i consumi del 50%

  • aumentare la densità luminosa

  • minimizzare lo stress termico sulle piante

4) Distanza LED–pianta

Parametro critico per evitare fotoinibizione.


5. Microclima e airflow

L’aria deve:

  • distribuire uniformemente temperatura e umidità

  • evitare zone morte

  • prevenire condensa (e quindi funghi)

  • sostenere la traspirazione fogliare

Elementi chiave:

  • CO₂ tra 600 e 1200 ppm

  • VPD ottimizzato (0.8–1.2 kPa per foglie)

  • ricambi d’aria controllati

  • flussi laminari o semi-laminari

Un impianto verticale funziona solo se ogni livello vive nelle stesse condizioni.


6. Nutrienti, acqua e sensori

Fondamentali:

  • EC e pH stabili

  • sensori affidabili (H2/H4 → EC di sicurezza; HPro → EC+pH completi)

  • circolazione costante e ossigenazione

  • vasche dimensionate

  • Nutrient Film Thickness corretto

L’acqua è il “sangue” del sistema: se è instabile, l’intero impianto fallisce.


7. Software, AI e automazione

Un impianto verticale moderno non funziona senza:

  • monitoraggio in tempo reale

  • raccolta immagini AI-driven

  • telemetria completa

  • sistemi cloud scalabili

  • Growth Plan dinamici

Il modello Tomato+ usa una pipeline AI che:

  • raccoglie immagini per piano

  • analizza parametri reali

  • corregge automaticamente i cicli

  • ottimizza resa e qualità

È l’evoluzione naturale del vertical farming:
non solo hardware, ma software che coltiva.


8. Errori da evitare nella progettazione

I più comuni:

❌ Sovrastimare l’altezza utile
❌ Mettere troppi livelli senza considerare dissipazione termica
❌ Illuminazione non uniforme
❌ Layout non ergonomico
❌ Mancanza di airflow tra piani
❌ Soluzione nutritiva sottodimensionata
❌ Automazione insufficiente
❌ Nessun piano di ridondanza


9. Caso Tomato+: integrare hardware, dati e AI

Tomato+ ha strutturato l’intero impianto verticale domestico e professionale con:

✔ LED a 6 canali con controllo indipendente

✔ Camera e AI per riconoscimento fogliare e diagnostica

✔ Software cloud AWS scalabile

✔ Sensori avanzati su HPro

✔ Growth Plan dinamici basati su AI

 

Questo permette:

  • zero terra

  • zero pesticidi

  • consumo d’acqua estremamente basso

  • controllo totale

  • produttività costante

  • replicabilità in qualsiasi ambiente


10. Conclusioni

Un impianto verticale ben progettato non è una scaffalatura luminosa, ma un sistema industriale in cui ogni parametro è orchestrato.

Chi lo progetta correttamente ottiene:

  • rese elevatissime

  • prevedibilità dei cicli

  • qualità costante

  • costi sotto controllo

  • scalabilità

Chi sbaglia progettazione… moltiplica gli errori per ogni livello, ogni pianta e ogni ciclo dell’anno.

Grazie per aver letto questo articolo. Continua a seguirci per scoprire nuovi contenuti sull’idroponica, il vertical farming e l’agricoltura intelligente.
Tomato+ Team