Idroponica e Vertical Farming: la guida tecnica per capire, coltivare e innovare

23. Illuminazione multi-layer: come ottimizzarla

Scritto da Tomato+ Team | 2-dic-2025 15.41.24

 

Introduzione

Nel vertical farming l’illuminazione è uno dei fattori più determinanti per costo energetico, resa e qualità delle colture. Nei sistemi multi-layer — strutture con più livelli sovrapposti — ottimizzare la luce significa garantire uniformità, efficienza e cicli di produzione ripetibili.

Un sistema multi-layer ben progettato porta a:

  • più resa per metro quadrato,

  • maggiore controllo sulla crescita,

  • consumi più bassi,

  • qualità costante 365 giorni l’anno.

Cos’è l’illuminazione multi-layer

In un impianto verticale, ogni ripiano necessita di un set di luci dedicato. La sfida è mantenere un’intensità sufficiente e uniforme nonostante la minima distanza tra LED e chioma.

Obiettivo: creare micro-ambienti di luce identici su ogni livello.

I vantaggi principali

  • Produzioni più dense nello stesso spazio

  • Riduzione degli sprechi di luce

  • Controllo totale di spettro e intensità

  • Standardizzazione dei cicli

  • Scalabilità produttiva

I parametri chiave da gestire

1. PPFD (densità di fotoni) – range della tua prima versione

Per performance elevate nel vertical farming, i range di riferimento più comuni sono:

  • Baby leaf e insalate: 120–250 μmol/m²/s

  • Erbe aromatiche: 200–350 μmol/m²/s

  • Microgreens: 80–200 μmol/m²/s

Il PPFD deve essere uniforme tra un piano e l’altro, evitando differenze che causano crescita disomogenea.

2. Uniformità luminosa

Nei sistemi multi-layer la distanza LED–pianta è di soli 15–35 cm. Serve quindi un’illuminazione progettata per:

  • evitare hotspot,

  • coprire tutta la superficie del ripiano,

  • distribuire la luce in modo simmetrico.

3. Spettro luminoso completo 

Uno spettro efficace per coltivazioni multi-layer include tutte le bande critiche per la fisiologia della pianta:

  • Blu (450 nm): struttura compatta, regolazione stomatica

  • Verde (500–570 nm): penetrazione negli strati inferiori della chioma

  • Giallo (570–590 nm): migliore uniformità di crescita, supporto all’allungamento controllato

  • Ambra (590–620 nm): fotosintesi dolce, riduzione dello stress, migliore resa cromatica

  • Rosso (660 nm): produttività e biomassa

  • Far-red (730 nm): controllo morfologico e crescita estensiva

I LED Tomato+ integrano 6 canali indipendenti che permettono una modulazione precisa. 

4. Distanza LED–chioma

Va mantenuta costante.
Troppa vicinanza → stress fotonico.
Troppa distanza → spreco energetico.

Le serre Tomato+ impiegano:

  • spettrometri,

  • camere AI per piano,

  • sensori di luminosità,

per correggere automaticamente intensità e spettro.

5. Progettazione dei livelli

La distanza tra piani deve garantire:

  • airflow sufficiente,

  • accessibilità,

  • dissipazione termica,

  • spazio per la crescita massima della pianta.

Come ottimizzare un impianto multi-layer

1. Usare LED a canali indipendenti

I moduli Tomato+ permettono:

  • spettro diverso per ogni livello,

  • ottimizzazione per varietà differenti,

  • simulazione precisa della luce naturale.

2. Raffreddamento avanzato

Il raffreddamento a liquido dei LED — tecnologia Tomato+ — riduce i consumi fino al 50%, mantenendo efficienza costante e aumentando la durata del sistema.

3. Software intelligente e AI

La gestione dell’illuminazione deve essere dinamica:

  • adattamento del PPFD per fase,

  • variazione dello spettro,

  • fotoperiodo ottimizzato,

  • correzioni automatiche tramite camera + AI.

Il sistema Tomato+ utilizza Dynamic Growth Plans alimentati da immagini, telemetrie e AI cloud.

4. Fotoperiodo

Generalmente tra 14 e 18 ore di luce, variabile in base alla varietà e alla fase colturale.
L’AI permette di adattarlo in tempo reale per evitare stress.

5. Monitoraggio continuo

Camere, spettrometri e sensori permettono di:

  • rilevare anomalie,

  • migliorare uniformità,

  • adattare la luce ai cambiamenti fisiologici,

  • raccogliere dati per ottimizzazioni future.

Errori comuni

  • LED non progettati per multi-layer

  • PPFD troppo basso o non uniforme

  • mancanza di controllo

  • livelli troppo ravvicinati che creano ombre

  • spettro identico per tutte le varietà

  • assenza di automazione → sprechi energetici

Conclusione

L’illuminazione multi-layer è la chiave per rendere un impianto di vertical farming scalabile, efficiente e altamente produttivo.
Combinando LED multi-canale, spettro completo (blu + verde + giallo + ambra + rosso + far-red), sensori e AI, è possibile ottenere resa elevata, qualità costante e consumi ridotti.

Le tecnologie Tomato+ — LED proprietari, camere AI per piano, spettrometri e Growth Plan dinamici — permettono di mantenere un controllo totale e automatico su ogni livello della serra.

Grazie per aver letto questo articolo. Continua a seguirci per scoprire nuovi contenuti sull’idroponica, il vertical farming e l’agricoltura intelligente.
Tomato+ Team