Nel vertical farming l’illuminazione è uno dei fattori più determinanti per costo energetico, resa e qualità delle colture. Nei sistemi multi-layer — strutture con più livelli sovrapposti — ottimizzare la luce significa garantire uniformità, efficienza e cicli di produzione ripetibili.
Un sistema multi-layer ben progettato porta a:
più resa per metro quadrato,
maggiore controllo sulla crescita,
consumi più bassi,
qualità costante 365 giorni l’anno.
In un impianto verticale, ogni ripiano necessita di un set di luci dedicato. La sfida è mantenere un’intensità sufficiente e uniforme nonostante la minima distanza tra LED e chioma.
Obiettivo: creare micro-ambienti di luce identici su ogni livello.
Produzioni più dense nello stesso spazio
Riduzione degli sprechi di luce
Controllo totale di spettro e intensità
Standardizzazione dei cicli
Scalabilità produttiva
Per performance elevate nel vertical farming, i range di riferimento più comuni sono:
Baby leaf e insalate: 120–250 μmol/m²/s
Erbe aromatiche: 200–350 μmol/m²/s
Microgreens: 80–200 μmol/m²/s
Il PPFD deve essere uniforme tra un piano e l’altro, evitando differenze che causano crescita disomogenea.
Nei sistemi multi-layer la distanza LED–pianta è di soli 15–35 cm. Serve quindi un’illuminazione progettata per:
evitare hotspot,
coprire tutta la superficie del ripiano,
distribuire la luce in modo simmetrico.
Uno spettro efficace per coltivazioni multi-layer include tutte le bande critiche per la fisiologia della pianta:
Blu (450 nm): struttura compatta, regolazione stomatica
Verde (500–570 nm): penetrazione negli strati inferiori della chioma
Giallo (570–590 nm): migliore uniformità di crescita, supporto all’allungamento controllato
Ambra (590–620 nm): fotosintesi dolce, riduzione dello stress, migliore resa cromatica
Rosso (660 nm): produttività e biomassa
Far-red (730 nm): controllo morfologico e crescita estensiva
I LED Tomato+ integrano 6 canali indipendenti che permettono una modulazione precisa.
Va mantenuta costante.
Troppa vicinanza → stress fotonico.
Troppa distanza → spreco energetico.
Le serre Tomato+ impiegano:
spettrometri,
camere AI per piano,
sensori di luminosità,
per correggere automaticamente intensità e spettro.
La distanza tra piani deve garantire:
airflow sufficiente,
accessibilità,
dissipazione termica,
spazio per la crescita massima della pianta.
I moduli Tomato+ permettono:
spettro diverso per ogni livello,
ottimizzazione per varietà differenti,
simulazione precisa della luce naturale.
Il raffreddamento a liquido dei LED — tecnologia Tomato+ — riduce i consumi fino al 50%, mantenendo efficienza costante e aumentando la durata del sistema.
La gestione dell’illuminazione deve essere dinamica:
adattamento del PPFD per fase,
variazione dello spettro,
fotoperiodo ottimizzato,
correzioni automatiche tramite camera + AI.
Il sistema Tomato+ utilizza Dynamic Growth Plans alimentati da immagini, telemetrie e AI cloud.
Generalmente tra 14 e 18 ore di luce, variabile in base alla varietà e alla fase colturale.
L’AI permette di adattarlo in tempo reale per evitare stress.
Camere, spettrometri e sensori permettono di:
rilevare anomalie,
migliorare uniformità,
adattare la luce ai cambiamenti fisiologici,
raccogliere dati per ottimizzazioni future.
LED non progettati per multi-layer
PPFD troppo basso o non uniforme
mancanza di controllo
livelli troppo ravvicinati che creano ombre
spettro identico per tutte le varietà
assenza di automazione → sprechi energetici
L’illuminazione multi-layer è la chiave per rendere un impianto di vertical farming scalabile, efficiente e altamente produttivo.
Combinando LED multi-canale, spettro completo (blu + verde + giallo + ambra + rosso + far-red), sensori e AI, è possibile ottenere resa elevata, qualità costante e consumi ridotti.
Le tecnologie Tomato+ — LED proprietari, camere AI per piano, spettrometri e Growth Plan dinamici — permettono di mantenere un controllo totale e automatico su ogni livello della serra.
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Tomato+ Team