Il microclima è uno dei pilastri della coltivazione indoor: determina salute, velocità di crescita, resa finale e stabilità dell’impianto.
Gestirlo correttamente significa controllare temperatura, umidità, movimento dell’aria e ricambio, mantenendo condizioni ripetibili e compatibili con le esigenze fisiologiche delle piante.
Un impianto può avere i migliori LED, la soluzione nutritiva perfetta e cicli d’irrigazione impeccabili: se il microclima non è stabile, la coltivazione non raggiungerà mai il suo potenziale.
Influenza direttamente:
Temperatura e umidità determinano la pressione di vapore (VPD): se è sballata, le piante subiscono stress e rallentano.
Il microclima influisce sulla CO₂ disponibile, sulla temperatura fogliare e sulla capacità della pianta di mantenere una fotosintesi efficiente.
Zone con aria stagnante creano micro-ambienti favorevoli a muffe, Botrytis e patogeni.
Senza un microclima stabile è impossibile ottenere risultati ripetibili, soprattutto nei sistemi multilivello.
Le piante tollerano piccoli scostamenti, ma non sopportano sbalzi rapidi.
Range indicativi:
Vegetativa: 20–24°C
Produttiva: 22–26°C
Notte: 2–4°C in meno
Errori comuni:
LED che scaldano troppo la parte superiore della pianta
Aria fredda diretta sulle foglie
HV/AC sovradimensionato che crea oscillazioni
Range ottimali:
Germinazione: 70–80%
Vegetativa: 55–70%
Maturazione: 50–65%
Serve un controllo stabile, non oscillante: deumidificatori, sensori distribuiti, logica di regolazione fine.
Il Vapor Pressure Deficit permette di capire se la pianta sta realmente lavorando in modo efficiente.
I vantaggi del controllo del VPD:
Riduzione degli stress
Crescita più veloce
Migliore assorbimento dei nutrienti
Maggiore qualità finale
Strumenti come il software AI Tomato+ permettono di monitorare trend, automatizzare correzioni e mantenere il VPD sempre nella zona ottimale.
Il movimento dell’aria è la componente più sottovalutata, ma è quella che determina la reale uniformità dell’ambiente.
Eliminare zone stagnanti
Evitare sacche di caldo sotto i LED
Uniformare temperatura e umidità
Migliorare gli scambi gassosi delle foglie
Supportare la gestione del VPD
I LED convenzionali generano molto calore diretto verso il basso, creando hot spot sopra la canopy e costringendo a ventilazioni correttive.
I LED Tomato+ raffreddati a liquido risolvono il problema alla radice:
Zero sacche di caldo sopra le piante: il calore non si accumula sopra la canopy perché viene estratto dal circuito di raffreddamento.
Microclima uniforme tra tutti i livelli: l’acqua stabilizza la temperatura dei moduli e aiuta a omogeneizzare termicamente l’intero sistema multilayer.
Riduzione della necessità di airflow correttivo: ventilazione dimensionata meglio, più stabile e più efficiente.
Maggiore sicurezza e performance costante: nessun surriscaldamento locale, né variazioni impreviste tra i piani.
Questo rende il controllo ambientale più semplice, più stabile e molto più prevedibile nei cicli di crescita.
Ventilatori che creano un flusso costante ma morbido (0,2–0,4 m/s), senza vento diretto sulle foglie.
Serve per stabilizzare CO₂, rimuovere calore residuo e controllare l’umidità.
Fondamentale per evitare differenze tra i livelli.
I LED Tomato+ raffreddati a liquido facilitano un'omogeneità termica naturale tra i piani, semplificando la gestione dell’airflow verticale.
Negli impianti verticali servono:
Sensori multipli per ogni livello
Controllo separato per LED e grow chamber
Algoritmi predittivi per prevenire oscillazioni
Airflow calibrato per piano e non genericamente sull’ambiente
La telemetria continua e l’AI sono determinanti per garantire uniformità e ripetibilità produttiva.
Usare un solo sensore per tutto l’impianto
Non considerare il calore reale prodotto dai LED
Airflow diretto sulle foglie
Ricambio aria insufficiente
Nessuna analisi dei trend, solo controllo “on/off”
Ignorare il VPD
Mancata differenziazione tra i livelli in impianti multilayer
Il microclima non si controlla, si progetta.
Serve una combinazione di: sensori, airflow intelligente, gestione termica avanzata e algoritmi predittivi.
L’obiettivo non è mantenere numeri fissi, ma creare condizioni stabili, riproducibili e ottimizzate per ottenere piante più forti, più veloci e più performanti.
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Tomato+ Team